Le CLIL al Cagliero

Una dimensione chiave per il miglioramento dei curricoli scolastici

CLIL è l’acronimo di Content Language Integrated Learning, un termine introdotto nel 1994 da due professori universitari che per primi intuirono l’importanza dell’apprendimento integrato di contenuti disciplinari in lingua straniera veicolare. In Italia le lezioni CLIL vengono introdotte nella scuola secondaria di secondo grado con la riforma del 2010, mentre è del 2012 la raccomandazione Rethinking Education della Commissione Europea nella quale la competenza linguistica in lingua straniera è definita una dimensione chiave per la modernizzazione dei sistemi di istruzione europei e la metodologia CLIL è rappresentata come il motore del rinnovamento e del miglioramento dei curricoli scolastici.

Il nostro Istituto ha introdotto le lezioni CLIL nel 2016, portandole anche nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola primaria. Abbiamo costituito un team che opera tramite una cooperazione programmata nella didattica tra due o più docenti di cui almeno uno nella materia disciplinare e almeno uno madrelingua inglese che armonizzano i loro metodi, stili, tecniche, strategie per una crescita professionale e una didattica efficace. Questa tipologia di lavoro porta naturalmente il docente ad allontanarsi dalla didattica frontale “One classroom, one teacher” verso metodologie più collaborative e innovative come la didattica laboratoriale, peer to peer, debate. Dal punto di vista linguistico, la presenza dell’insegnante madrelingua rende la lingua non solo un’attività, ma un’attività in movimento che, a seconda della progettazione dei docenti, può essere più orientata al contenuto oppure alla lingua inglese. I nostri allievi possono usufruire di questa importante innovazione didattica fin dalla prima classe della scuola primaria con un’ora alla settimana, con due ore alla settimana in quarta e quinta primaria e con tre ore alla settimana per tutta la scuola secondaria di primo grado. Le discipline coinvolte sono molteplici: storia, geografia, tecnologia, scienze, informatica, arte, musica, religione.

Ecco un esempio di una lezione CLIL di scienze in una classe terza della scuola primaria:

Tortillas de Patatas

Una frittata di patate speciale

Oggi Marta e Sofia ci portano in Spagna, per una ricetta davverso speciale:

Ingredients

Yellow potatoes 500g
White onions 200g
7 Medium eggs
extra virgin olive oil 150 g
Black pepper + Salt

Directions
1.Wash and peel the potatoes with a vegetable peeler, cut into slices and then
into cubes of about 1 cm.
Peel the onions and cut into slices about 1 cm thick and put aside.
2.Pour 150 g of extra-virgin olive oil in a large pan, light the medium-low heat
and add the potatoes; cook for 2-3 minutes, then add the onions. Potatoes and
onions should not fry, but get tired and remain soft, so the temperature of the oil
will be kept medium to high.
3.Cook for about 15-20 minutes with the lid, stirring occasionally. Once ready,
drain them to remove the excess oil and leave them aside to cool.
4. In a small bowl, beat the eggs with a whisk or fork, salt and pepper to taste.
5.Add the beaten eggs to the potatoes and onions now lukewarm stirring the
mixture.
6.In a pan of 24 cm of diameter pour a little oil, then pour the mixture of eggs,
potatoes and onions; gently remove the pan and define the edges by using a
spatula.
7. Cook the tortilla for about 10 minutes covering with a lid. After the necessary
time you will have to turn the tortilla de patatas over: take a plate and place it on
the pan.Turn the pan upside down on the plate.

Hamburgers

Un tipico piatto americano

Oggi Noah e Anita ci presentano un tipico piatto americano, che accontenta sempre tutti:

Ingredients

1kg minced beef
300g breadcrumbs
4 tbsp Worcestershire sauce
1 small bunch parsley, finely chopped
2 eggs beaten

To serve:
mature cheddar
Burger buns
sliced tomatoes
sliced red onions

1. Crumble the mince in a large bowl, then tip in the breadcrumbs,
Worcestershire sauce, parsley and eggs with 1 tsp ground pepper and 1-2
tsp salt. Mix with your hands to combine everything thoroughly.
2. Shape the mix into 12 burgers. Chill until ready to cook for up to 24 hrs.
Or freeze for up to 3 months. Just stack between squares of baking
parchment to stop the burgers sticking together, then wrap well. Defrost
overnight in the fridge before cooking.
3. To cook the burgers, heat grill to high. Grill burgers for 6-8 mins on each
side until cooked through. Meanwhile, warm as many buns as you need in
a foil-covered tray below the grilling burgers. Let everyone assemble their
own, served with their favourite accompaniments.

Irish Stew

Sapori dall’Irlanda

Oggi Pietro e Andrea ci presentano lo stufato di manzo, una gustosa ricetta tipica Irlandese:

Ingredients

950g lamb stew meat
650g potatoes
1kg carrots
2onions
½ tsp fresh thyme leaves
chopped fresh chives and parsley, to
garnish

For the stock:
Lamb bones
1 large carrot, quarted,
1 onion, quartered
½ celery stick, quartered
1 bay leaf
1 sprigs of thyme
a generous sprig of parsley
6 black peppercorns, lightly crushed

Directions
1. Make the stock. Put the lamb bones in a large heavy-based saucepan with the carrot,
onion, celery, herbs, peppercorns and 1 tsp salt. Pour in 3 litres/5 1⁄4 pints water.
Bring to the boil and simmer uncovered for 2 hours.
2. Strain the stock through a fine sieve to remove bones and vegetables, then return to
the pan. Boil until reduced to about 1.3 litres/21⁄4 pints. (You can make the stock the
day before – keep it in a covered container in the fridge, or freeze it for up to 3
months.)
3. Make the stew. Cut the lamb into large chunks. Peel the potatoes (keeping both types
separate) and cut into pieces of similar size to the meat. Put the two different types in
separate bowls of water to keep them white. Peel the carrots and cut into slightly
smaller pieces. Slice the onions into thick rings.
4. Put the lamb in a large, clean saucepan. Pour in the stock and bring to the boil,
skimming off all the impurities from the surface. Reduce the heat, cover and simmer
gently for 10 minutes.
5. Add the floury potatoes, carrots and onions. Season generously and simmer for a
further 10 minutes, stirring occasionally.
6. Add the waxy potatoes and thyme. Simmer until the lamb is tender (15-20 minutes).
Take off the heat, cover (don’t stir) and leave for 15 minutes. (You can make this up to
2 days ahead and keep in the fridge). Garnish and serve.

Festa della Immacolata

Festa della comunità educativa

L’8 dicembre 1841 don Bosco era intento a prepararsi per celebrare la Santa Messa, mentre il chierico di sacrestia scopre un ragazzino nascosto in un angolo e, pensando fosse maleintenzionato, inizia a colpirlo con un bastone.

“che fate? – gridai ad alta voce – perché lo picchiate?”

“Perché viene in sacrestia e non sa servir Messa”

“Avete fatto male”

“A lei che importa?”

“È un mio amico. Chiamatelo subito, ho bisogno di parlare con lui”

Ne scaturisce un dialogo memorabile tra il ragazzino, Bartolomeo Garelli, e don Bosco, con quest’ultimo tutto intento a trovare qualcosa di bene su cui far leva per conquistare il cuore del giovane. Alla fine, ha la meglio il Santo (naturalmente!) e Bartolomeo si ferma per la Messa, poi, insieme, recitano un’Ave Maria.

tutte le benedizioni piovuteci dal cielo sono frutto di quella prima Ave Maria detta con fervore e retta intenzione

Dirà lo stesso don Bosco 45 anni dopo rivolto ai suoi Salesiani.

Domenica scorsa abbiamo festeggiato la festa della Immacolata Concezione, ma abbiamo anche ricordato questo evento così importante della vita di don Bosco, perché da lì è nata la sua iniziativa apostolica di educazione dei più giovani: l’oratorio!

Il pomeriggio dei più piccoli è stato animato dai giovani dell’oratorio che hanno organizzato giochi e attività per tutti, mentre i genitori e gli adulti seguivano un momento di riflessione e formazione con Suor Emma Bergandi, che ci ha guidato alla scoperta della figura di Margherita Occhiena, la mamma di don Bosco. Tutti si sono poi ritrovati nella chiesa dell’Istituto per partecipare alla celebrazione animata dal coro e dagli strumenti dei ragazzi della scuola. È stato un importante momento di preghiera e comunità in cui, con coraggio, abbiamo rinnovato il nostro “sì, eccomi”, come genitori, insegnanti, animatori, educatori. Lo stesso “sì” che era stato pronunciato da Don Bosco 160 anni fa di fronte ad una Torino difficile ma in cui aveva visto brillare, in lontananza, un futuro diverso. Tutto si è poi concluso con un momento conviviale in refettorio, con la pizza preparata dal nostro cuoco e tanti dolci portati dalle famiglie.

Ellie & Maggie

Due nuovi amici per le classi seconda della scuola primaria

Ellie e Maggie sono due peluches che gli alunni delle classi seconda della scuola primaria hanno adottato. Ogno allievo, a turno, porta a casa uno dei due pupazzi per una settimana e, su di un quaderno, appunta tutte le attività e le avventure che vivono insieme, le persone e i componenti della famiglia che gli fa incontrare, le storie che gli racconta o i film che guardano insieme. Tornati in classe presentano ai propri compagni il libro delle avventure e, aiutati dalla maestra, raccontano a tutti cosa hanno fatto insieme. Cosa c’è di speciale? Presto detto, tutto viene svolto in lingua inglese!

Per questa sua prima avventura Ellie ha fatto qualcosa di veramente speciale: è stata a Roma, camminando lungo la via Francigena con il grande Andrea De Vicenzi atleta che, con una gamba sola, ha percorso i mille chilometri del pellegrinaggio da Aosta a Roma. Di lui parla anche la Gazzetta dello sport.

Un sincero grazie al piccolo Francesco che ci ha fatto conoscere questa incredibile storia, se questo è l’inizio… chissà quante altre avventure ci faranno vivere Ellie & Maggie!

Compito di realtà

Il medioevo

UNA LEZIONE INTERATTIVA

Una delle metodologie didattiche applicate con successo dai nostri insegnanti è il compito di realtà. Uno strumento utile al consolidamento delle conoscenze e al coinvolgimento degli studenti nella vita scolastica. Gli studenti sono stimolati a lavorare in gruppo e a

  • pianificare, progettare, costruire
  • valutare e autovalutarsi
  • fare ricerche e rielaborare informazioni
  • esporre alla classe, con diverse modalità, i risultati dell’apprendimento

Una lezione di storia può diventare più appassionante se ci si veste in costume medioevale per comprendere meglio le abitudini e gli stili di vita dell’epoca.

Imparare giocando

Il gioco può favorire l’apprendimento significativo

Esistono diversi tipi di apprendimento, classificati da studiosi di ambiti differenti: l’apprendimento significativo è universalmente riconosciuto come quello più efficace e duraturo che si possa sperimentare.

Il gioco possiede tutte le caratteristiche perché, attraverso di esso, si realizzi un apprendimento significativo, in quanto è in grado di integrare molteplici componenti:

  • affettive (il divertimento, il piacere)
  • sociali (la squadra, il gruppo, il rispetto delle regole)
  • motorie e psicomotorie (il movimento, la coordinazione, l’equilibrio),
  • cognitive (l’elaborazione di strategie di gioco, l’apprendimento di regole)
  • emotive (la tensione, la sfida, il senso di liberazione, la paura)
  • culturali (le modalità di relazione, il significato del gioco stesso)
  • transculturali (la necessità delle regole condivise, il linguaggio comune del gioco)

Il gioco è quindi un’esperienza complessa e coinvolgente che permette ai bambini di partecipare, di essere protagonisti, di apprendere attraverso il fare, in modo costante e naturale, accrescendo le loro conoscenze e competenze.

Le attività di didattica ludica sono il frutto di un continuo aggiornamento delle nostre insegnanti che stimolano gli alunni a giocare seriamente e ad imparare in modo giocoso. Le lezioni frontali, che costringono ad immani sforzi di attenzione i bambini, sono di concezione ormai superata e lasciano il via libera all’avventura dell’apprendimento giocoso, divertente. Si tratta di sviluppare una didattica che sia in grado di cogliere il bisogno di coinvolgimento e di gioco dei bambini e al tempo stesso capace di essere efficace per gli obiettivi che si propone. Siamo ben consapevoli che ad una strategia didattica efficace è necessario affiancare  un clima di benessere diffuso, coltivato in classe dando fiducia agli allievi, sapendo che loro hanno il potere di imparare sempre, anche e soprattutto giocando.

Il gioco africano Awalè, conosciuto anche come il gioco della semina e del raccolto, ben si presta all’apprendimento delle decine, delle unità e del valore posizionale delle cifre nella classe prima della scuola primaria.

Radio club

LA RADIO ENTRA A SCUOLA

Eporadio, la web radio di Ivrea,  per il secondo anno consecutivo è partner nella produzione di un programma radiofonico realizzato da un gruppo di ragazzi della scuola secondaria di I grado: “I ribelli”. La radio entra a scuola, o è la scuola ad entrare in radio? Entrambe le affermazioni sono vere, poiché gli alunni portano in trasmissione le proprie istanze, il proprio sentire, mentre la radio, a scuola, li aiuta ad esprimersi in pubblico e ad articolare un monologo capace di intrattenere una platea. I temi affrontati nelle puntate di cadenza mensile saranno di diverso tipo: non mancheranno interviste e temi di attualità, analizzati con lo sguardo dei più giovani. Le puntate sono realizzate a scuola in orario pomeridiano, sotto la supervisione del dj Alex Metticelli che coordina il lavoro di redazione. Le registrazioni sono invece incise nella sede di Eporadio a Ivrea. Gli ascoltatori hanno il privilegio di poter sentire ragazzi adolescenti senza alcun tipo di filtro, entrando nel loro mondo di sogni, valori, richiesta di attenzioni, in cui è spesso difficile trovare punti di contatto con gli adulti. E’ un’occasione unica per superare alcuni preconcetti nei confronti del mondo giovanile e scoprire che il futuro è, probabilmente, in buone mani.

https://www.quotidianocanavese.it/cronaca/ivrea-i-ragazzi-delle-scuole-medie-entrano-in-radio-con-ribelli-24225

 

 

Ottobre missionario

DAL “ME” al “WE”

Questo è il motto del mese all’Istituto salesiano Cardinal Cagliero, abbandonare l’egoistico “me” per abbracciare la condivisione del “noi”. Ottobre, il mese missionario, offre infatti molteplici spunti di riflessione sulla necessità di seguire le indicazioni proposte dal Vangelo. Gesù infatti ha affidato la sua missione anche ai piccoli e invita tutti ad accogliere il Regno di Dio come i bambini.

E proprio i ragazzi della scuola media hanno potuto salutare con entusiasmo, venerdì 27 Settembre, i giovani missionari provenienti da ogni parte del mondo in visita al Cagliero: una tappa fissa prima di intraprendere il cammino che li porterà ad offrire il loro servizio ai più bisognosi.

La coraggiosa scelta di vita di questi uomini ha fatto nascere l’esigenza di poter collaborare al loro ideale nella quotidianità, attraverso una più sentita attenzione nei confronti di chi ci è vicino, sia in ambito scolastico, che familiare, con la convinzione che, facendo squadra, il risultato sarà migliore.

I ragazzi si sono dunque attivati non solo nella raccolta di offerte proposta dall’ Ufficio Missionario Diocesano, ma anche nella riflessione personale e si è compreso che “essere missionari” non vuol solo dire lasciare la propria casa e i propri cari per andare a soccorrere chi è in difficoltà nei Paesi lontani; per essere missionari è importante anche aiutare la signora anziana che abita di fronte a casa, magari facendole compagnia quando è sola o aiutare un amico in difficoltà nello svolgere i compiti, perché il dono del proprio tempo è il dono più prezioso.

Un celebre aforisma afferma che “Fare il bene e farlo bene è doppio bene”, proprio perché l’altruismo non deve essere un’imposizione, bensì la convinzione personale che nel mondo siano le piccole cose a fare la differenza.

E allora, accantonando per un attimo i più celebri film d’avventura, un pensiero fa capolino:”Quanto sarebbe bello il mondo se i veri eroi fossero proprio quelle persone che hanno deciso di mettere gli altri al primo posto, senza poteri straordinari ed effetti speciali, ma con la grande forza della generosità”.