Ivrea: una festa nella festa

Si riporta, qui di seguito, la notizia apparsa il 1º Febbraio 2018 sul settimanale canavesano “Il Risveglio Popolare” relativa alle iniziative salesiane eporediesi per i festeggiamenti della Festa di Don Bosco, dei 125 anni di presenza salesiana sul territorio e del 101° compleanno di don Nicola Faletti (classe 1917):

“Dico che voi siete proprio bravi, io… non ancora!” Esordisce così – suscitando sorrisi ed applausi – don Nicola Faletti (classe 1917) salutando e ringraziando i numerosi ospiti presenti all’Istituto Missionario Salesiano “Card. Cagliero” di Ivrea convenuti in occasione delle celebrazioni nella ricorrenza annuale della festa di don Bosco. Un evento  particolarmente sentito nell’occorrenza dei 125 anni di presenza salesiana in terra eporediese. Festa nella festa per il 101° compleanno dello stesso don Nicola. Amici, ex allievi, parrocchiani di Cuorgnè, di Villa Castelnuovo e delle tante comunità visitate ed animate negli anni dal centenario sacerdote hanno inviato nei giorni scorsi auguri e saluti riconoscenti al prete, all’amico, al pastore. In molti vengono a fargli visita ed un po’ di compagnia. Dal canto suo don Nicola ringrazia, benedice, si informa sulla salute dei suoi ospiti dei loro familiari e chiede notizie di amici comuni ed assicura la sua preghiera per i vivi e per i defunti. Attorno a don Nicola fanno corona i salesiani della sua comunità che registrano con orgoglio tanta riconoscenza e gratitudine per il loro confratello: “Oh quanto devo a don Faletti!” esclamano in molti ricordando la sua presenza e  vicinanza in momenti felici e tristi, nascite, battesimi, matrimoni, malattie e funerali. Con la sua Panda (ricorda qualcuno che ultimamente si vedesse solo il cappello dell’autista) lui era lì per stare accanto ed aiutare tutti e ciascuno a trasformare quel vissuto in incontro con Dio. “Ormai son passati tanti anni – ricorda un’anziana signora – quando è mancato mio marito, avevano chiuso le strade, ma don Faletti non ha rinunciato a venire per il rosario e l’ultimo tratto lo ha percorso a piedi! Non ce lo siamo mai dimenticati”. E se l’ospite si ferma a pranzo, don Nicola sereno e beato conclude: “mangeremo qualcosa  e berremo un buon bicchiere!”

 

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